Martedì 23 Aprile 2024
S. Adalberto; S. Giorgio
4.a di Pasqua
At 11,19-26; Sal 86; Gv 10,22-30
Genti tutte, lodate il Signore

PREGHIERA DEL MATTINO

Padre, ti rendiamo grazie per la tua sollecitudine e per la tua bontà; ti rendiamo grazie per il dono di tuo Figlio, perché senza pastore ci saremmo sentiti abbandonati, senza guida ci saremmo smarriti e senza tuo Figlio non avremmo potuto conoscere te, nostro Padre.

ANTIFONA D’INGRESSO

Rallegriamoci ed esultiamo, diamo gloria a Dio, perché il Signore ha preso possesso del suo regno, il nostro Dio, l’Onnipotente. Alleluia. (Ap 19,7.6)

COLLETTA

Dio Padre onnipotente, che ci dai la grazia di celebrare il mistero della risurrezione del tuo Figlio, concedi a noi di testimoniare con la vita la gioia di essere salvati. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli 11,19-26

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 86)

R. Genti tutte, lodate il Signore.

Sui monti santi egli l’ha fondata;

il Signore ama le porte di Sion

più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose gloriose,

città di Dio! R.

Iscriverò Raab e Babilonia

fra quelli che mi riconoscono;

ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:

là costui è nato.

Si dirà di Sion:

«L’uno e l’altro in essa sono nati

e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R.

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:

«Là costui è nato».

E danzando canteranno:

«Sono in te tutte le mie sorgenti». R.

CANTO AL VANGELO (Gv 10,27)

R. Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,

e io le conosco ed esse mi seguono.

R. Alleluia.

VANGELO

Io e il Padre siamo una cosa sola.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

OMELIA

Gesù è il Messia: non lo ha ancora compreso chi non appartiene a lui, perché privo della disponibilità della fede. La domanda preoccupata: “tu chi sei?” è quella che il mondo attuale seguita a rivolgere a lui. La risposta di Gesù è piena di evidenza e di naturalezza: non dottrine elaborate, ma l’evidenza delle opere sue ed una immagine umile e familiare. Gesù non è un dio strano e stravagante: è la realtà dell’amore di Dio Padre iscritta nel contesto della nostra vita umana. Il cristiano di oggi è spesso in situazione di diaspora: non sa a quale chiesa o diocesi, o parrocchia appartiene. È una situazione propria alla seminagione fra i pagani di oggi, i fratelli lontani. Ma il cristiano dovrebbe preoccuparsi di visitare la chiesa locale cui è più vicino per “stare”, con sicurezza, fondato, sulla chiesa apostolica. Per la prima volta ad Antiochia i discepoli sono chiamati “cristiani”: una denominazione che è insieme una qualifica e un programma di vita, perché cristiano significa: di Cristo.

(Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE

O Dio, che in questi santi misteri compi l’opera della nostra redenzione, fa’ che questa celebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il Cristo doveva patire e risuscitare dai morti e così entrare nella sua gloria. Alleuia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE

Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: la partecipazione al mistero della redenzione ci dia l’aiuto per la vita presente e ci ottenga la felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA

Signore, la giornata volge ormai al termine, la nostra preghiera sia allora un ringraziamento, poiché ci hai assistiti nelle varie prove che abbiamo affrontato, nelle piccole croci che abbiamo sopportato, nelle crisi improvvise e nel conforto che ha fatto seguito ad esse. La notte ci porti pace e serenità, ci ristori per il lavoro nella giornata che verrà. Te lo chiediamo per Cristo, nostro

Signore.